IMU 2019: attenzione a questa data, dopo non possono più chiederti i soldi

La questione della prescrizione dell’IMU 2019 interessa moltissimi contribuenti che si chiedono fino a quando il Comune può legittimamente richiedere il pagamento di somme non versate per quell’anno. Conoscere le scadenze e la normativa di riferimento è fondamentale per tutelarsi da richieste tardive e non dovute, evitando il rischio di sanzioni e azioni esecutive.

Scadenza del pagamento e avvio del termine di prescrizione

L’IMU 2019 doveva essere pagata rispettando due specifiche scadenze: acconto entro il 17 giugno 2019 e saldo entro il 16 dicembre 2019. Queste date segnavano il termine per effettuare il versamento ordinario previsto dalla legge. Il mancato pagamento entro queste date espone il contribuente a interessi e sanzioni, che possono essere mitigate solo tramite il meccanismo del ravvedimento operoso.

In caso di omesso o insufficiente versamento, il termine di decadenza quinquennale per la notifica dell’accertamento inizia a decorrere dalla fine dell’anno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato. Pertanto, per l’IMU 2019, il termine parte dal 1° gennaio 2020 e termina il 31 dicembre 2024. Il Comune deve notificare l’avviso di accertamento entro questa data: se non lo fa, decadono i suoi poteri di esigere la somma.

La prescrizione dell’IMU: tempi e difesa del contribuente

Oltre alla decadenza per l’accertamento, la normativa prevede anche la prescrizione quinquennale del diritto del Comune di chiedere il pagamento dell’IMU. Questo termine decorre anch’esso dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere pagato. Quindi, per l’IMU 2019, la prescrizione inizia il 1° gennaio 2020 e si compie il 31 dicembre 2024. Dopo tale data, il Comune non può più avanzare pretese di pagamento, a meno che non vi siano stati atti interruttivi (come notifiche di accertamento).

La notifica di un accertamento interrompe il corso della prescrizione, facendo ripartire il termine di altri cinque anni. Se invece non sono stati notificati atti di alcun tipo entro la scadenza sopra indicata, il contribuente può sollevare eccezione di prescrizione e respingere qualsiasi richiesta tardiva, difendendosi anche in via giudiziale se necessario.

Omissioni nella dichiarazione IMU e decorrenza dei termini

La situazione cambia leggermente nel caso in cui il contribuente avesse avuto l’obbligo di presentare la dichiarazione IMU (per esempio, in caso di acquisizione di nuovi immobili o cambiamenti nelle condizioni che incidono sul tributo), ma non lo abbia fatto. In questo caso, il termine di decadenza per la notifica dell’accertamento decorre dalla fine dell’anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. La dichiarazione IMU si presenta entro il 30 giugno dell’anno successivo, quindi per modifiche avvenute nel 2019, la presentazione doveva essere effettuata entro il 30 giugno 2020. Il quinquennio si calcola dal 2020 e scade il 31 dicembre 2025, lasciando al Comune un anno in più per notificare l’accertamento.

In caso di omessa dichiarazione, il contribuente deve prestare attenzione perché l’eventuale richiesta di pagamento può essere formulata dal Comune fino alla fine del 2025, invece che fino al termine ordinario di fine 2024.

Rischi e sanzioni per il contribuente: le strategie di difesa

Se il pagamento dell’IMU 2019 è stato omesso, il contribuente rischia non solo il recupero del tributo, ma anche l’applicazione di sanzioni e interessi moratori. Per esempio, il ritardo nel pagamento comporta una sanzione proporzionale ai giorni di ritardo, che può essere ridotta ricorrendo al ravvedimento operoso, ma solo se non sono già stati notificati atti di accertamento.

Il contribuente che riceve una richiesta di pagamento per un’IMU ormai prescritta, ha il diritto di opporsi formalmente. Sarà sufficiente presentare una istanza di annullamento in autotutela presso il Comune o, se necessario, adire le vie legali. La giurisprudenza è uniforme nel riconoscere la validità dell’eccezione di prescrizione, purché il contribuente non abbia ricevuto alcuna notifica nei termini previsti.

È importante conservare tutta la documentazione che attesti i pagamenti effettuati o la mancanza di notifiche. La difesa si basa su prove concrete e su un attento esame degli atti ricevuti: anche la data di spedizione della raccomandata o della PEC è fondamentale per stabilire la legittimità della richiesta comunale.

  • Il Comune può richiedere l’IMU 2019 solo fino al 31 dicembre 2024 (in caso di omesso pagamento), salvo atti interruttivi.
  • Se occorreva presentare la dichiarazione, il termine può arrivare fino al 31 dicembre 2025.
  • Dopo la scadenza non sono dovuti pagamenti e il contribuente ha il diritto di non versare alcuna somma.
  • Permanenza di atti interruttivi (avvisi di accertamento notificati) può prolungare la possibilità di richiesta da parte del Comune.
  • Per ogni richiesta ricevuta dopo la data di prescrizione, si suggerisce di agire tempestivamente per far valere le proprie ragioni.

La regola della prescrizione quinquennale costituisce una tutela fondamentale per il contribuente, ma il rispetto dei termini e la corretta gestione della propria posizione tributaria sono essenziali per evitare spiacevoli sorprese. Chiunque riceva comunicazioni dopo il termine, senza alcuna precedente notifica interruptiva, può sentirsi al sicuro: quelle somme non saranno più esigibili secondo la legislazione vigente.

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